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Descrizione
L’«arte di navigare con vela latina e vela al terzo»: verso il riconoscimento Unesco come patrimonio culturale immateriale. Un ampio dossier, frutto di un gruppo di lavoro internazionale composto da Italia, Croazia, Francia, Grecia, Spagna, Svizzera, è stato consegnato all’Unesco di Parigi per la candidatura dell’arte di navigare con vela latina e vela al terzo nella “lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale”. Un riconoscimento da tempo atteso, che premia il lavoro svolto da associazioni, esperti, musei, che hanno voluto salvare questo patrimonio bimillenario del Mediterraneo. “Questo dossier è un lavoro prezioso che proietta Cattolica, insieme a tutte le altre città e territori, in un panorama internazionale – spiega il Vicesindaco e Assessore alla cultura Federico Vaccarini -. Ed è solo l’ultima iniziativa, in ordine di tempo, a cui abbiamo dato vita con l’obiettivo di portare avanti la conoscenza e la scoperta della nostra identità culturale. Il nostro Museo della Regina custodisce le nostre origini, storia e tradizioni. Investire, come stiamo già facendo, per la preservazione del legame con le vele al terzo e la marineria, significa mantenere viva la memoria di un passato capace di parlare al presente e di tramandare valori ancora attuali”.
“Un passo fondamentale verso il riconoscimento dell’impegno di tante realtà diverse, ma unite da un progetto ambizioso – interviene la responsabile del Museo della Regina Laura Menin -: tramandare alle giovani generazioni un patrimonio culturale ricchissimo, ma anche dare un futuro a questo patrimonio, che oggi più che mai richiede di essere preservato e tutelato”.
La vela latina, a forma triangolare, viene usata a partire dalla tarda antichità in tutto il Mediterraneo e oltre, mentre la vela al terzo - a trapezio e tinta con colori naturali e simboli familiari - nasce più di recente e si afferma solo nell’Adriatico settentrionale. Dopo un lungo abbandono a seguito della motorizzazione, nei decenni passati alcune singoli, istituti culturali e associazioni, hanno iniziato a recuperare e tramandare questo importante patrimonio di saperi e tecniche, restaurando barche e svolgendo regate, raduni, scuole di vela, convegni, pubblicazioni. Navigare con vela latina o al terzo richiede la conoscenza di tecniche e manualità sulle manovre, la regolazione delle vele, la meteorologia e l’ambiente marino, la manutenzione delle barche, e inoltre anche dei rituali come il varo, di proverbi e narrazioni. Questa importante eredità di saperi e tecniche è attivamente tramandata da numerose comunità in tutto il Mediterraneo, tra le quali molte nelle coste italiane.
La candidatura Unesco nasce dall’Associazione dei Musei Marittimi del Mediterraneo e in Italia è stata coordinata dal Museo della Marineria di Cesenatico diretto da Davide Gnola in stretta collaborazione con l’Ufficio Unesco del Ministero della Cultura. Il Museo della Regina di Cattolica, dagli anni ‘90 attivamente impegnato in azioni di ricerca e valorizzazione della marineria adriatica, ha attivamente collaborato e supportato la candidatura Unesco di questo straordinario patrimonio.
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Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2025, 11:25