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Grande partecipazione alle celebrazioni del 25 aprile con una cerimonia che ha visto la città unirsi in un solo corteo e sfilare dal Porto al centro nel segno della memoria e dei valori di libertà, democrazia e pace. “Cattolica è una città della Resistenza da sempre e per sempre” ha ribadito la Sindaca Franca Foronchi che ha voluto mettere in evidenza due aspetti che si sono lasciati spesso in secondo piano: “le donne e i giovani – ha sottolineato la prima cittadina – Il loro impegno nella Resistenza è stato in prima linea, hanno lottato contro l’oppressione nazifascista accettando il rischio e purtroppo arrivando a sacrificare la propria vita. Il ruolo delle donne è stato determinante in tutta Italia, a partire da Cattolica. Mercoledì abbiamo intitolato un parco alla staffetta partigiana cattolichina Luisa Prioli. Una donna che ha scelto subito di stare dalla parte giusta della storia. Rischiava la vita ogni notte, in sella alla sua bicicletta, portando messaggi nascosti nella canna in una stamperia clandestina. Ma abbiamo avuto altre importanti figure femminili. Penso a Bruna Giommi, prima consigliera comunale donna nel Dopoguerra, a cui abbiamo dedicato dei giardini, ad Anna Pizzagalli, anche lei consigliera comunale e sindacalista, a cui abbiamo intitolato un parco. E anche a Bruna Morganti, figlia di Guido Morganti, il sarto cattolichino che salvò 13 ebrei dalla persecuzione nazi-fascista. Bruna ha passato la vita a farsi custode e testimone del coraggio e dell’esempio del padre. Le donne sono state la Resistenza. Quest’anno celebriamo anche gli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne”. Ma la Resistenza è stata anche un fenomeno giovanile – ha ripreso la Sindaca Foronchi - il 75 per cento dei combattenti era costituito da ragazzi nati tra il 1922 e il 1925, mentre furono 22mila circa i giovanissimi, tra i 17 e i 19 anni, che aderirono alla Resistenza liberamente e volontariamente. La forza dei giovani, la loro passione, la capacità di rompere schemi e imposizioni. Quei giovani che sono sempre capaci di sorprenderci e che noi dobbiamo essere capaci di ascoltare. Loro sono oggi i veri custodi e interpreti della nostra Costituzione, la legge più bella mai scritta. L’abbiamo scritta da soli, senza imposizioni esterne. È la Costituzione che da 81 anni ci garantisce pace e democrazia. Voglio concludere con le parole di Tina Anselmi, staffetta partigiana quando aveva appena 20 anni, una delle 21 donne costituenti e prima ministro donna: “Entrare nella Resistenza non è stato un gesto eroico, ma una necessità. Dopo aver visto impiccare dei ragazzi per strada ho capito che non si poteva restare neutrali. La libertà non è un dono: è una conquista che richiede responsabilità”. Viva il 25 aprile, viva la libertà e viva Cattolica, città della Resistenza, ieri, oggi e sempre”. Dopo la Sindaca, parola a Maurizio Castelvetro, presidente dell’Anpi che ha sottolineato come “i valori che pensavamo acquisiti per sempre siano ancora da difendere. Oggi assistiamo a un ritorno della guerra e dei fascismi. Ma abbiamo gli anticorpi: le manifestazioni per la pace, l’attaccamento alla Costituzione e una nuova generazione che vuole essere protagonista”. Anche Vera Bessone, presidente del Coordinamento Donne di Rimini ha ricordato come le “donne non contribuirono alla Resistenza, ma che furono, insieme con gli uomini, la Resistenza. Un Resistenza definita “taciuta” perché l’Italia del Dopoguerra ha tentato di silenziarle, ma noi oggi, domani e ogni giorno le vogliamo ricordare. Viva le donne e gli uomini della Resistenza”. A chiudere gli interventi Silvio Di Giovanni, con un commosso ricordo di quegli anni di dittatura che ha vissuto e combattuto con coraggio e determinazione.
La mattinata di celebrazioni, a cui hanno presenziato tutte le autorità civili, militari, religiose, forze dell’ordine, associazioni combattentistiche e d’armi, comitati, e tantissimi cittadini e cittadine, ha preso il via dal raduno al Porto, con la cerimonia di deposizione delle corone al monumento dei Caduti del Mare e la lettura della Preghiera del marinaio. Poi, sempre accompagnato dalla musica della banda di Colombarone-Fiorenzuola di Focara, guidata dal M° Doria del Maestro, il corteo ha sfilato lungo via del Porto fino a piazza Roosevelt. Qui è stata deposta un’altra corona al monumento alla Pace. Poi l’ultimo spostamento ai piedi di Palazzo Mancini dove si sono tenuti gli interventi della Sindaca e degli altri relatori.
La festa per l’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo continua oggi pomeriggio alle 14.30 con l’Aquilonata per la Pace, nella spiaggia libera davanti a piazza Primo Maggio con l’esibizione del “Gruppo aquilonisti Riminivola” del Dopolavoro ferroviario di Rimini e alle 17.30 con l’inaugurazione della mostra “Per non dimenticare. La Resistenza delle Donne nel Riminese", presentazione a cura di Vera Bessone - sede Anpi (via Milazzo, 4).
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Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2026, 13:31